DON GIOVANNI LUBINU
Discografia

UN SORRISO DI PIÙ
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PREGHIERA BLUES


Testo e Musica: G. Lubinu

 

Dal mattino ti cerco: “Mio Signore, vieni a me!”

alla sera ti invoco, sono nulla senza te

quando ti sento vicino niente mi spaventa più

e ti prego fiducioso con una preghiera blues

 

Per chi è triste e solo, per chi amici non ne ha

senza neanche un affetto più sorridere non sa

il tuo amor possa colmare la sua solitudine

e alla vita sua portare quella gioia che non c'è

 

Per chi soffre, Signore, vinto dalla malattia

solamente il dolore riesce a fargli compagnia

donagli quel conforto che puoi dare solo tu

anche questo io ti chiedo con la mia preghiera blues

 

Per chi è vittima innocente di un'ingiusta società

che i diritti di ognuno tutelare ancor non sa

da soprusi e umiliazioni prova a sollevarlo tu

che sai far libero l'uomo da qualunque schiavitù

 

Per chi ancora, Signore, non ha conosciuto te

e non può, con la ragione, dare un senso al vivere

fa' che si apra al dono di una fede che gli dia

la tua luce e una speranza che gli illumini la via

 

Dal mattino ti cerco: “Mio Signore, vieni a me!”

alla sera ti invoco, sono nulla senza te

quando ti sento vicino niente mi spaventa più

e ti affido, fiducioso, questa mia preghiera blues.

 

COMMENTO

Il testo vuol essere veramente una preghiera di supplica per tante situazioni di sofferenza, che il genere blues esprime senz'altro nel modo migliore. La parte musicale, tuttavia, è stata occasione di esperimenti e di divertimento, grazie alla fantasia del maestro Maurizio Natoli, arrangiatore ed esecutore di tutti i brani. Ho trovato geniale l'idea della prima strofa realizzata come se venisse trasmessa da una vecchia radio e riprodotta da un giradischi (con tanto di fruscio); interessante e simpatico l'accompagnamento dei “bassi” Sergio, Antonio e Romino. Quanto alle frasi in inglese, le ho buttate lì proprio per gioco e poi, con Maurizio, abbiamo deciso di lasciarle, compresa la citazione da “Get back” dei Beatles, che non c'entrava veramente nulla, ma che ci stava bene.

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