DON GIOVANNI LUBINU
Discografia

UN SORRISO DI PIÙ
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SETTEMBRE


Testo e Musica: G. Lubinu 

 

Quanti sono gli anni ormai passati da quando eri bambino e quanti sogni consumati

in un baleno: tu, giornalista o pittore, tu, artigiano o scrittore, tu, forse cantautore.

Tutto era possibile - ricordi? - quando la fantasia era padrona dei tuoi giorni

e immaginavi che ogni cosa esistesse se la potevi inventare e tu sapevi farlo.

Sì, vivevi così il tempo sereno di quell'età che non tornerà.

 

Poi le cose cambiano con gli anni e l'illusione presto cede il posto ai disinganni

di una realtà che, sai, non è sempre come la vuoi e quei sogni racchiusi in noi si dissolvono

col nascere di nuove situazioni: scoprivi all'improvviso tutto un mondo di emozioni

mai conosciute che si agitavano dentro te, i silenzi in famiglia, le prime incomprensioni.

Sì, vivevi così il tempo inquieto di quell'età che non tornerà.

 

Ed intanto la tua vita cominciava a chiederti

di pensare ad un domani che sembrava ancor lontano, ma in un attimo era lì

coi suoi dubbi e le speranze, le responsabilità,

la paura delle scelte che ti avrebbero guidato verso la maturità.

 

Passa in fretta anche la giovinezza, ti scopri adulto e adesso si delinea con chiarezza

il tuo futuro: avrai un lavoro sicuro e poi gli interessi più vari, avrai tanti affetti cari.

Sembra tutto ormai così tranquillo, quasi scontato, giorno dopo giorno il tuo percorso

pianificato, ma se ti fermi ti chiederai qual è il senso di ciò che fai, dove stai andando.

Sì, ora vivi così il tempo incerto di questa età che non durerà.

 

Quanti sono gli anni ormai passati da quando eri bambino e quanti sogni consumati

in un baleno: tu, cosa sei diventato, tu, e che cosa ne hai fatto, tu, di quei desideri?

Ma, se la tua vita hai dedicato agli altri, forse questo è il sogno che tu hai realizzato

senza saperlo e la tua gioia è più grande se hai la piena coscienza che Dio ti è stato accanto.

Sì, vivrai così, senza rimpianti per quell'età che non tornerà.

 

COMMENTO

Nella “Canzone dei dodici mesi”, di Francesco Guccini, Settembre è definito “il mese del ripensamento sugli anni e sull'età”. Compivo 35 anni, “il mezzo del cammin di nostra vita” (per dirla con Dante), e ho deciso di guardarmi un po' indietro: una scelta che può essere causa di tristezza e di malinconia, di rimpianto per tutto ciò che non è stato e che, ormai, non potrà più essere; così è accaduto nella versione originale, alla quale mancavano le ultime righe. Poi, però, ho pensato che, se leggiamo la nostra vita con gli occhi della fede, possiamo scoprire la gioia di aver percorso, anche se non sempre consapevolmente, una strada tracciata dall'amore di Dio, che ci ha condotto ad essere quello che siamo adesso, probabilmente perché questa era la Sua volontà.

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