DON GIOVANNI LUBINU
Discografia
Testo e Musica: G. Lubinu
Di un albero si narra e di un bambino che con lui giocava:
coglieva le sue foglie, insieme le intrecciava e di corone il capo si adornava;
dei frutti si nutriva, ai rami suoi frondosi si appendeva;
infine, stanco, il corpo all'ombra distendeva e l'albero, felice, sorride - e - va.
Passaron le stagioni e l'albero restava spesso solo,
ma un giorno, dopo anni ormai, vide il bimbo tornare
e, come un tempo, lo invitò a giocare.
“Sono ormai troppo grande per divertirmi ancora fra i tuoi rami;
voglio avere dei soldi, tutto vorrei comprarmi, hai forse tu dei soldi da donarmi?”.
“Ti donerò i miei frutti: puoi venderli in città per guadagnare”.
Così il bambino fece - la favola ci dice – e l'albero tornò ad esser felice.
Ma breve fu la gioia: il bimbo lo lasciò di nuovo solo
e, il giorno in cui tornò da lui, non era per giocare,
ma perchè aveva ancor da domandare.
“Voglio avere una casa; mi puoi accontentare in questo ancora?”,
“Taglia tutti i miei rami, con cui giocavi allora, e fa' col legno mio la tua dimora”.
“Vorrei anche una barca” – disse all'amico, che gli offrì il suo corpo -.
Scavato che ebbe il tronco, il fiume percorreva e l'albero, felice, sorrideva.
Passaron mesi ed anni, poi il bimbo ritornò dal vecchio amico,
che dispiaciuto si mostrò e si volle scusare
di non aver più nulla da donare.
“Adesso che son vecchio e non posso più appendermi ai tuoi rami,
non mi serve il tuo tronco, su cui arrampicarmi, ma un posto per sedermi e riposarmi.”
“Sono soltanto un ceppo, ma è ciò che può servire al tuo riposo.”
Il bimbo si sedette e la storia ci dice di un generoso albero felice.
COMMENTO
Una semplice storiella, nella quale mi commuove molto la figura di questo albero che offre tutto se stesso per l'amico, sebbene in cambio riceva solo ingratitudine. Ecco che cosa significa amare veramente: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13) . Da una parte, è per me un richiamo alla mia vocazione: “Ho promesso che fin l'ultimo mio respiro sarebbe stato per i miei poveri giovani” (don Bosco) , dall'altra mi fa pensare a tutte le persone che negli anni, in un modo o nell'altro, si sono spesi per me, a cominciare dai miei genitori.
A quanti dobbiamo riconoscenza per quello che siamo adesso? Siamo anche noi il frutto dell'offerta di tanti “alberi generosi”; non dimentichiamocelo mai!
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